Daniela Raimondi

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Recensione di Raffaele Piazza a: La regina di Ica.

Una lettura del mio libro a cura di Raffaele Piazza e ospitata nel sito Poetrydream:

https://antonio-spagnuolo-poetry.blogspot.com/2019/01/segnalazione-volumi-daniela-raimondi.html?showComment=1547018288150#c1359341792410003084

ica

 

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Una mia registrazione

Un passaggio del mio libro “Entierro”, con la mia voce, è ora presente nel sito Poetry Sound Library.  Cliccare sul link per raggiungere la mappa interattiva. Sono elencata sotto “Mantova”.  Buon ascolto.

https://poetrysoundlibrary.weebly.com/poets.html

La lamentela il nostro inno nazionale

Sto pensando che sono stufa di questo vittimismo così tipicamente italiano, di questo: “portiamo pazienza, tanto una volta al governo sono tutti uguali…” Sono stufa di questo rifiuto di ogni responsabilità personale su come vanno le cose e su chi ci governa. Già ho sentito varie persone che hanno votato 5 Stelle adottare questo sistema automatico di auto assoluzione .
Cominciamo con il riconoscere che i governi migliori sono quelli dei paesi con il livello più alto di istruzione, mentre noi siamo un paese di ignoranti. E qui è la scuola che deve intervenire, è la scuola che deve dare ai ragazzi gli strumenti basici per diventare cittadini e votanti consapevoli. Nelle scuole si insegna la religione, ma non le nozioni basiche di educazione politica, non nella scuola dell obbligo. Come se l insegnamento della politica non fosse essenziale nella formazione della coscienza civica dei cittadini. Indagini fatte tra i giovani dimostrano che i più nemmeno sanno chi sia il Presidente del Paese o chi il suo Premier, cosa significhi sistema proporzionale, o cosa sia lo SPREAD. Ignoranza totale sulla economia, ignoranza totale sul sistema elettorale e politico. A me, sinceramente, di essere governata da un brano di incompetenti messi al potere da un branco di ignoranti, non piace. Però in compenso, ecco che tutti si lamentano. La lamentela è il nostro inno nazionale. Ci fa sentire immuni da ogni senso di responsabilità personale. Tanto é sempre colpa “loro”, tanto: “sono tutti uguali”. Un vittimismo frustrante, un sistema troppo facile per lavarsene le mani. In questo, noi Italiani siamo bravissimi. Di tanto in tanto vale la pena ricordare che abbiamo il governo che noi eleggiamo, quindi niente di più e niente di meno di quello che ci meritiamo.

Una recensione di Thérèse Leignel

cover raimondi

Questo è un romanzo pieno di fascino. La storia inizia in 1886, in Persia, dove Vasilij ascolta il canto carismatico di Mahasti.  Lei ha solo 13 anni quando i due si sposano. Nonostante la giovanissima età della ragazza, la loro avrebbe potuto essere un unione perfetta, ma i traumi infantili di Vasilj hanno marcato per sempre la sua personalità.  La vicenda si staglia su uno sfondo storico di grandi cambiamenti: la guerra di Crimea, con il collasso dellʼimpero Ottamano allʼinizio del romanzo, e la vigilia della Prima Guerra Mondiale come sua conclusione.  Questo fu un periodo marcato da grande povertà, dove le persone potevano diventare semplici oggetti, usati in giochi o spettacoli per intrattenere i ricchi che potevano permettersi di andare a teatro.

Subito dopo le nozze, Mahasti e Vasilij intraprendono un viaggio attraverso lʼEuropa per guadagnarsi il pane attraverso il commercio delle spezie. Dopo qualche anno però, Vasilij decide di cambiare vita e darà il via a spettacoli dove esibirà la moglie vestita da sirena. Il corpo di Mahasti, imprigionato in un costume, verrà dipinto di un liquido dorato che entrerà come un veleno nella sua carne; ma ancor più debilitanti, saranno le lunghe immersioni che la giovane dovrà subire durante gli spettacoli.  La relazione fra i coniugi, inoltre, viene privata da ogni forma di comunicazione, visto che Vasilij crede che lʼamore può essere ottenuto solo attraverso il silenzio. Lʼunico modo di comunicare per la ragazza, avverrà attraverso la corrispondenza con il padre: “Cosa ci spinge ad amare qualcuno, padre?” gli scriverà, citando poi i versi del poeta persiano del dodicesimo secolo Sanaʼi: “ lʼamore è un oceano, e lʼintelletto sta sulle sue sponde.”

Mahasti morirà in Bruges nel 1907.  Per undici giorni Vasilij viaggerà con il suo cadavere attraverso lʼEuropa fino a raggiungere il deserto spagnolo dove seppellirà il corpo della moglie. Mesi dopo, recupererà il cadavere, scoprendo che Mahasti in quei mesi di sepoltura si è trasformata in una specie di dea: “la splendida sirena” dei suoi sogni.  Vasilij ripercorrerà per anni le città europee esibendo al pubblico il corpo mummificato della moglie, in uno stato di esaltazione amorosa in cui tratterà Mahasti come una bambola.

Gdansk, Mare Baltico, ottobre del 1913.  Dopo anni di viaggio, Vasilij vende tutti i suoi averi nellʼultimo tentativo di compiere la promessa fatta alla moglie: quella di portarla nella sua nativa Russia. Lʼuomo si imbarca furtivamente nella nave russa “Anastasia”, ma ahimè, questa è diretta in Sud America e il lungo viaggio lo porterà verso la morte.

La scena in cui Vasilij soccombe, nascosto nella stiva della nave, abbracciato alla sua sirena e in preda alle allucinazioni, è particolarmente efficace:

“Chiuse gli occhi.

Cessò di respirare…

… Quando i due marinai aprirono la porta, il tanfo era tale che li fece indietreggiare.  Poi, nella penombra, scorsero il corpo di un uomo rannicchiato al suolo.  Si avvicinarono e scoprirono inorriditi che la salma era stata rosicchiata dai topi e devastata dal calore… L’uomo abbracciava una bambola di dimensioni umane vestita da sirena….

… Il prete diede la sua benedizione…

… I corpi furono spinti nel mare.”

Dopo anni di stenti ed emarginato dalla società, Vasilij termina la sua esistenza devastato dal calore della cella in cui è rinchiuso, il corpo smangiucchiato dai topi.

Viene da chiederci se Mahasti sia o meno una eroina. Sono propensare a pensare di sì.  Attraverso il suo ruolo di sirena, il soffocamento da parte del marito della sua personalità, e le esibizioni che la riducono a un semplice oggetto, Mahasti diventa il simbolo di tutte le sofferenze delle donne in un periodo storico in cui non esisteva ancora traccia di emancipazione femminile.

Proprio come la madre di Vasilij, ridotta ad esibirsi in un circo e trasformata dalla sua obesità in una larva gigantesca, Vasilij trasforma la moglie in un fenomeno da baraccone: una sirena famosa per la sua bellezza e la sua voce.

Il romanzo è un opera potente, profonda e commovente; uno di quei rari libri che, una volta letti, non si scordano più.

Thérèse Leignel

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Siren is a fascinating book.

The story opens in 1886 in Persia when Vasilij hears the charismatic singing voice of Mahasti. Mahasti is only 13 years old when she marries Vasilij. Although she was a child, this could have been a blissful union but the façade masks the trauma of Vasilij’s childhood. Set against a background of political changes at the time, the story begins with the Crimean war and the collapse of the Ottoman empire, and ends just before the first world war. Such was a time of abject poverty, destitution when people became a commodity, some recreational game for the rich who could afford their ticket to the theater.

Following the wedding, Vasilij and Mahasti travel the world eking out an existence through the commerce of spices. After the initial years though, Vasilij opts for a big change: Mahasti ‘s body is decorated with gold paint, enslaved in the costume of a mermaid and exhibited for long hours immersed in water. Still worse, Mahasti was condemned in a relationship of non communication because Vasilij believed “love could only be reached in silence”. The only form of communication she has is when she seeks reassurance in the correspondence with her father “what makes us love someone father?” and she quotes the 12th cent Sufi Persian poet Sana’i “love is an ocean, and the intellect stays on its shores”.

 Mahasti dies in Bruges 1907. “for 11 days the Russian hardly ate or slept” travelling to Spain where Mahasti’s body is buried in a desert. Months later, Vasilij digs out her body and found Mahasti had become a goddess: “the cadaver had been transformed into a mermaid”. Vasilij travels through the cities of Europe with his wife’s mummified corpse. He looks after her as if she were a doll, still exhibiting Mahashti to the public.

 Gdansk, the Baltic sea Oct 1913. Going through the streets carrying Mahasti’s body, Vasilij sells all his belonging for a pittance wanting to buy a ticket to St Petersburg but, instead he boards the “Anastasia” on its way to South America.

 The death of Vasilij after he sails the Anastasia, still carrying Mahasti’s mummified body, is a masterstroke. The delirium, hallucinations and surrender:

 “he closed his eyes.

He stopped breathing”

“And two sailors opened the door and found his corpse had been gnawed by rats …. Vasilij was clutching a doll of human dimensions, a strange mannequin dressed as a mermaid …. the Orthodox priest gave his benediction … the bodies slid into the sea.”

This is such a horrifying ending, reduced to nothing Vasilij was “gnawed by rats”. But such was a true story of a time when life was short and brutish.

Is Mahasti a heroine? I think yes. The lack of identity means Mashati stands for all those long suffering women of the time who were on display to earn a few shillings. Just like Vasilij’s mother who became a gigantic larva in order to survive economically, Vasilij transforms Mahasti into a mermaid famous for her voice and beauty.

The book is masterly, powerful and profoundly moving.  It is one of those rare books we read once and never forget.

Thérèse Leignel

 

Una bella intervista

a cura di Luigi Paraboschi appena pubblicata nel sito di Versante Rapido, a questo link:

http://www.versanteripido.it/intervista-a-d-raimondi-a-cura-di-l-paraboschi/#comment-56651

 

 

Il suono perfetto

Lucca

Una bella recensione del mio ultimo libro

Ringrazio Carlo Prosperi per le generose parole sul sito ElectoMag:

https://www.electoradio.com/mag/accademia-dei-pugni/linfanzia-eterna-nelle-poesie-di-daniela-raimondi/

 

Daniela Raimondi

Grazie, Cristina, per questa vetrina.

il giardino dei poeti

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lettura di Luigi Paraboschi

Si dice spesso che la buona poesia è quasi sempre frutto del rievocare, e mai come questa volta, leggendo i versi della raccolta della Raimondi, viene istintivo concordare con questa affermazione.
L’autrice stessa lo scrive chiaramente fino dalle prime pagine
“La poesia è mancanza/ E’ il respiro concavo/dove depongo/una susina/un piuma/ una pietra di fiume/
Ma se è vero quanto ella scrive a pag. 8 che:
scriviamo per l’attesa“ o anche “per non dimenticare il sogno“ e anche “per sconfiggere demoni/immobili come aghi sotto la pelle“ allora la nostra curiosità di lettori ci spinge nella ricerca su quali siano stati “ i demoni “ e quali i “ sogni “ della nostra poetessa visto che lei scrive:
“la memoria comincia/ dal rumore di un cuore”
Allora cerchiamo di capire quale sia l’origine della sua memoria di bambina fino al suo diventare…

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